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	<title>anziani Archivi - Cooperativa ISKRA</title>
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		<title>Residenza Montedoro: la musica come ponte tra generazioni e culture.</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Dec 2024 15:24:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Residenza Montedoro : la musica come ponte tra generazioni e culture . San Pietro al Tanagro (Sa) – Ogni settimana, nella Residenza Montedoro, grazie al progetto “Memorie in Musica” si intrecciano le vite di anziani e ospiti rifugiati provenienti dall’Ucraina, uniti dalla forza della musica. Qui la Musicoterapia non è solo un’attività ricreativa, ma un [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Residenza Montedoro : la musica come ponte tra generazioni e culture .</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>San Pietro al Tanagro (Sa)</strong> – Ogni settimana, nella Residenza Montedoro, grazie al progetto “Memorie in Musica” si intrecciano le vite di anziani e ospiti rifugiati provenienti dall’Ucraina, uniti dalla forza della musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui la <strong>Musicoterapia</strong> non è solo un’attività ricreativa, ma <strong>un viaggio emozionante che permette di abbattere barriere culturali e generazionali</strong>, favorendo l’integrazione e creando nuovi legami. Il progetto, nato dalla volontà della <strong>Cooperativa Sociale Iskra</strong>, si fonda sulla convinzione che la musica sia un <strong>linguaggio universale</strong>, capace di trasmettere emozioni e ricordi senza bisogno di parole. Ogni sessione coinvolge i partecipanti in un percorso di <strong>improvvisazione musicale</strong>, ascolto e condivisione, che si trasforma in <strong>un momento</strong> di crescita e di <strong>comunità per tutti.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Musicoterapia come cura e connessione emotiva</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Centro ospita anziani locali </strong>e rifugiati provenienti dall’Ucraina che hanno lasciato il proprio Paese in cerca di pace e sicurezza. Per entrambi i gruppi, la Musicoterapia rappresenta un sostegno emotivo prezioso. “La musica aiuta gli anziani a riaccendere ricordi e li fa sentire di nuovo attivi e coinvolti”, spiega Santina D’Elia, la Musicoterapista che cura il progetto “Per i rifugiati, invece, è un’occasione per esprimere le emozioni legate alla loro Terra e per raccontare il proprio vissuto in modo indiretto ma profondamente sentito.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni anziani hanno poi rivissuto nei racconti degli ospiti ucraini il proprio vissuto quando, in gioventù, anche loro hanno sperimentato momenti di guerra e crisi che li hanno costretti a emigrare all’estero. Durante le sessioni, alcuni anziani si ritrovano ad ascoltare e cantare melodie popolari del loro passato, mentre i rifugiati introducono ritmi e strumenti tradizionali del proprio paese. Questa condivisione di suoni e melodie crea un’atmosfera unica e intima, dove le differenze culturali diventano ricchezza e scoperta reciproca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’Ucraina sono presenti 20 ospiti di cui 7 bambini ed è interessante notare come per gli anziani sia del tutto naturale e stimolante comportarsi “da nonni” nei confronti dei più piccoli .</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Incontri e integrazione: una comunità che si riconosce</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le attività di gruppo, dalla creazione di ritmi comuni all’improvvisazione con tamburelli, maracas e canto , favoriscono il dialogo e la comprensione reciproca. Gli anziani sono affascinati dai ritmi e dai canti proposti dagli ospiti ucraini e questi ultimi si lasciano coinvolgere dalle melodie della musica popolare del tempo passato. Nascono così momenti preziosi che offrono agli anziani la possibilità di aprirsi al mondo e ai rifugiati un senso di accoglienza e di appartenenza alla comunità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le sessioni di musicoterapia diventano così uno spazio in cui le storie di vita si intrecciano, aprendo un dialogo che va oltre le parole. Alcuni rifugiati, che all’inizio avevano difficoltà a socializzare, hanno trovato nei canti e nei ritmi comuni un mezzo per superare la diffidenza e costruire fiducia, trasformando il centro in un luogo che riconoscono come casa. Sopratutto i ragazzi, inizialmente un po’ diffidenti, partecipano ora con grande interesse, in particolare Paolina, Viktoriia ma anche Yevsttyhnieiev Daniil e Roman che, suonando lachitarra, regalano momenti di accompagnamento musicale alle due realtà che si fondono in una.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Testimonianze: il potere trasformativo della musica</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per gli anziani del centro la Musicoterapia ha avuto effetti profondi, come raccontano loro stessi. “Quando Santina ci accompagna con il pianoforte e ci chiede di intonare i canti della nostra gioventù ci sembra di tornare giovani . All’inizio avevo un po’ di timore verso i ragazzi ucraini , perché non sapevo come parlare con loro ma ora mi sento a mio agio e cerco di insegnare loro le canzoni della mia infanzia,” dice sorridendo una delle ospiti. Anche Lytvin Valentina , ospite ucraina della “terza età” parla del progetto con gratitudine: “In queste sessioni mi sento libera di esprimermi e di condividere qualcosa di bello del mio paese. Mi sento meno solo e capisco che anche questi anziani hanno vissuto esperienze difficili. La musica ci unisce in modi che non avrei mai immaginato.”</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Prospettive future</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto sta attirando l’attenzione della comunità e di diverse associazioni culturali, che stanno valutando la possibilità di organizzare piccoli eventi aperti al pubblico, dove anziani e ospiti ucraini possano esibirsi insieme. La speranza è di far conoscere questo percorso anche alla comunità esterna, sensibilizzando sul tema dell’integrazione e della memoria storica condivisa. La <strong>“Residenza Montedoro”</strong> al momento <strong>offre quotidianamente</strong> attività stimolanti con diversi progetti attivi e anche con il Laboratorio di Musicoterapia si riconferma un punto di incontro e di rinascita, dove anziani e rifugiati possono condividere non solo uno spazio, ma anche emozioni, ricordi e speranze per il futuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In un mondo in cui spesso dominano le divisioni, questa esperienza dimostra che, grazie alla musica, è possibile costruire ponti di pace e comprensione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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